MODIFICHE ALLE SEDI GIUDIZIARIE PER LA PROPRIETA’ INDUSTRIALE

MODIFICHE ALLE SEDI GIUDIZIARIE PER LA PROPRIETA’ INDUSTRIALE

 L’inizio dell’anno ha coinciso con l’entrata in vigore di una nuova modifica delle norme che regolano la competenza territoriale dei tribunali dotati di sezioni specializzate per il trattamento delle controversie riguardanti la proprietà industriale ed intellettuale in generale.

Come è noto, tali sezioni specializzate erano state create nel 2003 presso i Tribunali e Corti di Appello di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia, e nel Marzo 2012 la competenza di queste sezioni era stata estesa a tutte le controversie riguardanti le imprese, aggiungendo alle dodici sezioni elencate qui sopra, una ulteriore sezione per ogni capoluogo di regione in precedenza sprovvisto, ad eccezione della Valle d’Aosta, e una ulteriore sezione aggiuntiva per la Lombardia a Brescia, aumentando quindi il numero di tali sezioni da 12 a 21.

Dopo soli venti mesi, il governo Letta ha voluto nuovamente modificare profondamente la situazione, allo scopo dichiarato di voler favorire gli investitori esteri e di rafforzare la credibilità del sistema giudiziario italiano, ma in realtà creando una situazione complessa di disparità di trattamento che genera addirittura dubbi di incostituzionalità.

Infatti nel Decreto Legge 23 Dicembre 2013 N. 145 “Interventi urgenti di avvio del piano Destinazione Italia”, è stato introdotto il seguente Art. 10 avente  per oggetto

“Tribunale delle società con sede all’estero”.

1.   All’articolo 4 del decreto legislativo 27 giugno 2003 n. 168, sono apportate le seguenti modificazioni:

a)   al comma 1, prima delle parole «le controversie di cui all’articolo 3» sono inserite le seguenti parole: «Fermo quanto previsto dal comma 1-bis,»;               

b)   dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: «1-bis. Per le controversie di cui all’articolo 3 nelle quali è parte, anche nel caso di più convenuti ai sensi dell’articolo 33 del codice di procedura civile, una società, in qualunque forma costituita, con sede all’estero, anche avente sedi secondarie con  rappresentanza stabile nel territorio dello Stato, e che, secondo gli ordinari criteri di competenza territoriale e nel rispetto delle disposizioni normative speciali che le disciplinano, dovrebbero essere trattate dagli uffici giudiziari di seguito elencati, sono inderogabilmente competenti:

1)      la sezione specializzata in materia di impresa di Bari per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Bari, Lecce, Taranto (sezione distaccata), Potenza;

2)      la sezione specializzata in materia di impresa di Cagliari per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Cagliari e Sassari (sezione distaccata);

3)      la sezione specializzata in materia di impresa di Catania per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Messina, Palermo, Reggio Calabria;

4)      la sezione specializzata in materia di impresa di Genova per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Bologna, Genova;

5)      la sezione specializzata in materia di impresa di Milano per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Brescia, Milano;

6)      la sezione specializzata in materia di impresa di Napoli per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di corte d’appello di Campobasso, Napoli, Salerno;

7)      la sezione specializzata in materia di impresa di Roma per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Ancona, Firenze, L’Aquila, Perugia, Roma;

8)      la sezione specializzata in materia di impresa di Torino per gli uffici giudiziari ricompresi nel distretto di Torino;

9)      la sezione specializzata in materia di impresa di Venezia per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Trento, Bolzano (sezione distaccata), Trieste, Venezia.».

2.   Le disposizioni del presente articolo si applicano ai giudizi instaurati a decorrere dal sessantesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto. (N.B. cioè dal 22 Febbraio 2014)

3.   Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. All’attuazione del presente articolo le amministrazioni provvedono nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente.

In poche parole, le controversie giudiziarie nelle quali vengano coinvolti soggetti esteri, come attori o come convenuti, dovranno essere trattate esclusivamente nelle sezioni specializzate di Bari, Cagliari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino e Venezia, quindi riducendo drasticamente il numero di sezioni accessibili ai soggetti esteri da 21 a 9, addirittura inferiore alle 12 sezioni originarie, escludendo tribunali molto importanti e competenti quali quello di Bologna e Firenze, quindi di due regioni molto attive in ambito internazionale.

È facile prevedere che questa autentica rivoluzione susciterà notevole malumore non solo nei soggetti esteri, ma anche nelle imprese italiane aventi legami o relazioni commerciali con essi, e grandi problemi in sede di applicazione pratica della norma, che potrebbero portare alla stasi di tali controversie, con effetto esattamente opposto a quello conclamato.