RIFORMA DEL MARCHIO COMUNITARIO

RIFORMA DEL MARCHIO COMUNITARIO

Riforma del marchio comunitario

 Il 24 Dicembre 2015 l’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno UAMI ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, Il Regolamento europeo N. 2015/2424 del  Parlamento Europeo e del Consiglio che modifica il Regolamento del marchio comunitario.

La detta riforma entrerà in vigore il 23 marzo 2016  statuendo la modifica del nome dell’Ufficio in Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) e il diritto da esso conferito si chiamerà Marchio dell’Unione Europea .

La detta riforma, ovvero Il Regolamento modificato abroga il Regolamento (CE) N.2869/95 della Commissione relativo alle tasse da pagare all’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno (Marchi e Disegni). Infatti uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda proprio la struttura delle tasse che verrà  portata al medesimo importo sia per i depositi che per i rinnovi, come segue: 850 Euro per il deposito o il rinnovo di un marchio in una classe, 900 Euro per due classi e 150 Euro in più per ogni classe rivendicata oltre la seconda. Pertanto tutti i titolari il cui marchio dovrà essere rinnovato dopo il 23 Marzo godranno di un risparmio tra  500 ed 300 Euro, fino a tre classi, di tasse da corrispondere all’Ufficio.

La riforma della struttura delle tasse va di pari passo con la volontà dell’Ufficio di rendere la specificazione dei prodotti e servizi rivendicabili in una domanda di marchio limitata a quelli realmente utilizzati da un’azienda. Infatti dalla ormai nota sentenza IP Translator, Caso C-

 307/10, in avanti il trend degli operatori economici così come dell’Ufficio è andato verso la necessità di chiarire e definire con precisione l’ambito di protezione conferito da un marchio.

Con riferimento ai prodotti e servizi rivendicati in una domanda di marchio la presente riforma statuisce che tutti i marchi depositati prima del 22 Giugno 2012 che hanno rivendicato la protezione per l’intestazione di una delle classi di prodotti e servizi della Classificazione di Nizza, vedranno il loro ambito di protezione ristretto al senso letterale dei prodotti e servizi inclusi in tale intestazione, e non più estesa alla lista alfabetica della medesima classe, a meno che, entro il 24 Settembre 2016, i titolari di detti marchi specifichino esattamente quali prodotti e servizi non inclusi nel significato letterale delle dette intestazioni vogliano rivendicare.

Un altro cambiamento in linea con  le tendenze degli operatori economici degli ultimi 5 anni che punta ad aumentare la protezione dell’istituto delle Indicazioni Geografiche Protette , menzioni tradizionali dei vini, denominazione di specialità tradizionali e  varietà vegetali, consiste nel permettere alle entità che garantiscono questi diritti speciali di opporsi a marchi posteriormente depositati.

Ciò che sarà la gioia di molti Consulenti in Proprietà Intellettuale è la completa riformulazione dell’art.4 del Regolamento, che definisce quali segni possano essere registrati come marchi, che cancella l’inciso << ogni segno capace di essere rappresentato graficamente>> che era uno dei principali ostacoli alla registrazione dei così detti marchi non-convenzionali, ovvero marchi sonori e così via.

Tuttavia la modifica dell’art.7 renderà più complicata la registrazione delle forme come marchi, probabilmente al fine di contrastare la concessione di una protezione troppo ampia a delle forme che a nostro avviso dovrebbero essere giudicate secondo quelli che sono i criteri di legge stabiliti per i modelli di Design, dando così spazio alla creatività dei designers e al gusto dei clienti che aspettano sempre di essere stupiti da forme innovative ed originali (creatività che tutti noi addetti al lavoro sosteniamo!)

Ultimo ma non meno importante l’opponente durante la procedura di opposizione dovrà dare prova dell’uso del marchio ,ove richiesto, durante il periodo concernente i 5 anni precedenti la data del deposito o della priorità del marchio depositato, mentre questo periodo in passato partiva a far data dalla pubblicazione del marchio depositato posteriormente .

Molti altri piccolo emendamenti sono stati apportati al Regolamento esistente ma, per la maggior parte, essi riguardano la specificazione o il chiarimento di articoli esistenti . Tra gli altri la limitazione degli effetti di un marchio europeo rispetto ai nomi di persona che potranno essere utilizzati nel commercio, sempre che il detto uso sia in accordo con le pratiche di lealtà in campo commerciale ed industriale.

Gli Uffici Nazionali dei paesi membri dell’Unione Europea avranno tre anni di tempo per implementare questi cambiamenti sperando in una sempre maggiore armonizzazione in modo da garantire una maggiore certezza in termini di diritto e una maggiore protezione contro la contraffazione dei marchi.